mercoledì 23 novembre 2011

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domenica 23 ottobre 2011

Antologia "365 RACCONTI SULLA FINE DEL MONDO"

Selezionato con il racconto "Nati per uccidere" per l'antologia "365 racconti sulla fine del mondo" curata da WMI e prossimamente pubblicata da Delos Books.

sabato 1 ottobre 2011

256K

Selezionato con il racconto "La mosca" per l'antologia "256K" curata da BraviAutori.com


lunedì 29 agosto 2011

PREFAZIONE "Dei cani dell'amore"


Un’opera di frammenti d’esperienze vissute “senza scorza”, sanguigne e delicate. Immagini della psiche, figure di quel che si prova e riflessi che la compagna imprime nell’anima. Gioie e dolori, lacrime e sorrisi.
L’amore crea emozioni e azioni che riescono a riempire, a saziare l’esistenza, formando una pienezza divina che in mano all’uomo in tutte le sue fragilità, lacera ogni senso, ogni sensazione vivendo nell’ebbrezza di un sentire amplificato.
L’amore bisogna percepirlo superando la paura della solitudine, avendo fede in una rinascita che avviene nell’accettazione disperata di una mancanza. L’amore non è un diritto.  
È l’angoscia che ci rende soli, egoisti e capricciosi. L’amore è solo sacrificio per qualcosa di superiore, è martirio. Noi viviamo nell’incapacità d’amare profondamente, rimaniamo sulla pelle, partecipi del vuoto moderno, del vuoto materiale. Siamo dannati nel suo scherzo, nel trovarlo in ogni cosa ma legarlo a solo un viso, solamente a un’idea. E nella ricerca del proprio amore vi è uno scatenare di sensi talmente potenti che toccano il bene e l’odio assoluto, flebile faccia della stessa moneta.
Quando l’amore ci lambisce, una sua mancanza ci distruggerà e la solitudine sarà fredda come la fine. L’amore non è altro che gioia per la morte e di tutta la speranza che si porta appresso, inesistente nella vita terrena. 
Nella raccolta si trovano poesie di rabbia, di cattiveria e di preghiera a ringraziare la bellezza di un altro spirito.
Utilizzando una scrittura moderna ricca di figure e fini retoriche, si prova a rendere ogni lettore partecipe della stessa storia con uno stile libero dalle censure della scrittura e dagli schemi che imbavagliano l’arte poetica. Cerco un’impronta profana a volte volgare, immersa nella controcultura e nella sonorità del rock e dai gemiti della musica blues.
Un ritmo corroso di lamenti e acute riflessioni gutturali, provocatorie. Eros e Pathos sulla punta della penna.
Una scrittura influenzata più dalla vita che dalla letteratura, inconsapevolmente vicina al parlato, all’aforisma surreale e all’imprecazione contro un destino sempre pronto a colpire alle spalle.
Un pugno di poesie che rappresentano un lasso di tempo preciso della vita. Un periodo che non è né l’inizio né la fine di una relazione con la figura dell’amore. È solo quello che è successo nel mezzo, nei dubbi, nelle esaltazioni.
Parole da afferrare, per far capire, per far capire che non si è ancora rassegnati a questa esistenza, per far comprendere l’importanza che un’altra anima, così femminile, così affine al bene che si cura dal rifiuto naturale. Parole per lei, per come siamo fatti e per renderlo immortale.

L’Autore